Vi
presentiamo alcune delle opere che potrete ammirare venendo a San Miniato.
Molte
altre , insieme a noi, vi aspettano in questa cittadina toscana ricca d'arte e
di storia

La sua costruzione risale al XIII secolo quando alcuni monaci agostiniani provenienti dal vicino convento di San Martino a Castiglione, per trovare un asilo più sicuro dentro le mura, edificarono la chiesa ed il convento. Dal XVII secolo fu presa sotto la protezione della famiglia Migliorati che l'ampliò e la trasformò. Nel 1774 i religiosi agostiniani furono soppressi e una parte del convento fu ignglobata nei beni dell'ospedale.

Costruito probabilmente nel secolo XVII, quando la famiglia
Migliorati giunse al massimo del suo potere, presenta sulla facciata un bel
portale sormontato da stemma in pietra.
Recentemente restaurato è oggi sede dell'Accademia degli Euteleti'
Piazza Buonaparte e Palazzo Buonaparte

Di forma triangolare corrisponde alla medievale piazza del
ponticello. Sede per secoli del mercato settimanale è chiamata anche
popolarmente "piazza dei polli".
E' circondata da palazzi di alcune famiglie nobili sanminiatesi costruiti tra il
XVI e il XVIII secolo, che hanno conservato solo la facciata originaria: i
palazzi Alli-Maccarani e Franchini sul lato Nord e il palazzo Buonaparte su
quello Sud.
All'imbocco con via Maioli la piazza è chiusa dall'oratorio dei Santi
Sebastiano e Rocco.
Al centro è collocato il monumento in marmo bianco al Granduca Leopoldo
II ("Canapone") opera di Luigi Pampaloni (1843).
Chiesa dei Santi Sebastiano e Rocco

Eretta agli inizi del '500 in un'area dove la famiglia
Buonaparte aveva una loggia, fu a lungo abbandonata fino al 1967, quando
restaurata e affrescata da un gruppo di pittori sanminiatesi fu riaperta al
culto.
All'interno un'acquasantiera tardo gotica in marmo, una croce dipinta di Dilvo
Lotti e sulla calotta absidale San Sebastiano in Gloria.

Si narra che nel 1211 alcuni nobili sanminiatesi invitarono
San Francesco che si trovava ospite presso la fattoria di Santa Gonda e gli
donarono un luogo di culto e di ricovero per i suoi seguaci. L'edificio fu
subito ingrandito seondo un progetto del frate Elia da Cortona, architetto del
convento di Assisi. Nel 1276 iniziò la costruzione della nuova chiesa, alla
quale nel 1343 furono aggiunti ambienti ad uso di convento e sagrestia.
Ulteriori ampliamenti furono fatti nel 400 e successivamente tra il 600 e 700 fu
ristrutturato il convento.
All'interno si trovano due choistri: quello dei "padri" risalente al
secolo XVI e quello dei "novizi" del settecento.
Chiesa del Santissimo Crocifisso

La chiesa fu costruita per ospitare un crocifisso al quale i
sanminiatesi attribuivno la protezione dall'epidemia della peste del 1631; il
crocifisso si narra fosse stato lasciato da due viandanti nella metà del secolo
XIII ad una vedova di San Miniato, con il passare degli anni diventò
oggetto di devozione e fu assunto a simbolo della città fino appunto ad
attribuirgli una chiesa.
Il progetto della chiesa è dell'architetto Antonio Maria Ferri e la
costruzione, iniziata nel 1705, terminò nel 1718.
Il compito più difficile per l'architetto fu inserire l'edificio in un ripido
pendio e renderlo armonico con le altre strutture medievali.
La chiesa ha la pianta a croce greca sormontata da un tamburo circolare e dalla
cupola in cui è inserita una lanterna cieca.
All'interno si possono notare affreschi di Antonio Domenico Barberini
(1712-1718).
Sull'altare maggiore il tabernacolo che custodisce la venerata immagine
del crocifisso è chiuso da una tavola dipinta da Francesco Lanfranchi.

Situato di fronte alla chiesa del Santissimo
Crocifisso, fu eretto intorno al 1300 per residenza dei 12 Difensori del popolo.
La sala del Consiglio conserva alcuni stemmi dei giusdicenti databili dal 1390
al 1500.
Vi soi trova inoltre un affresco raffigurante la Vergine che allatta il bambino
attribuito a Cenni di Francesco di Ser Cenni (1393-1415).

Fu costruito tra il 1285 e il 1295 nel palazzo civico, ad uso
dei governanti. Nel 1399 vi fu riposta l'immagine del Santissimo Crocifisso fino
al 1718 quando fu portata nella nuova chiesa. Al suo posto fu collocata la
Madonna di Loreto.
All'interno si nota un magnifico altare attribuito a Noferi di Antonio Noferi
(1515-1531); il tabernacolo fu dipinto da Francesco Lanfranchi detto Spillo.
Gli affreschi della volta sono del secolo XVI; la cancellata in ferro battuto è
del senese Conte di Lello Orlandi.

La piazza ha la forma asimmetrica ed è delimitata a Sud, in
tutta la sua luce, dalla facciata dell'edificio del seminario e per questo è
comunemente chiamata piazza del Seminario.
Dall'altra parte si eleva la facciata posteriore del Palazzo Vescovile; vi si
accede tramite due porte: ad Ovest l'antica porta "topparium",
ricostruita alla fine del XVI secolo e ad Est la porta del Comune. Tre rampe di
scale portano al soprastante prato del Duomo.

L'edificio del Seminario è sorto in un'area dove si
trovavano case e botteghe addossate alle mura castellane; infatti l'andamento
sinuoso della cinta muraria ha condizionato la facciata poliedrica della
costruzione.
Le figure allegoriche entro i medaglioni e le iscrizioni con le sentenze dei
Padri della chiesa furono affrescate dal pittore fucecchiese Francesco di Pietro
Chimenti nel 1705.
Al piano terreno alcuni sporti a "T" testimoniano la destinazione a
bottega artigiana medievale delle primitive costruzioni.
Insieme al vicino prato della rocca costituiva l'area
fortificata del castello svevo, circondata da muri e torri.
Su di essa si affacciano la cattedrale con il campanile e l'annesso museo
diocesano, il palazzo vescovile e quello dei Vicari.

L'attuale costruzione risale al 12220-1250 e fu costruita su
una precedente chiesa del 700, di questa antica chiesa dedicata a Santa Maria
Assunta, restano, inseriti nella facciata, il leone rampante e mensola, un
labirinto e la maschera demoniaca.
La chiesa, chiusa al culto dal 1378 al 1489 dai Fiorentini che l'avevano adibita
ad armeria, fu riaperta nel 1489 ristrutturata e collegata alla torre di Matilde
che divenne il campanile. Fu levata cattedrale con la bolla di papa Gregorio XV
nel 1622.
Nel 1944 fu oggetto di un bombardamento che causò la morte di oltre 50 persone.

La costruzione risale ai soggiorni a San Miniato
dell'imperatore Enrico IV (1184-1194) e faceva parte della cinta muraria.
Nel 1348 vi fu installato l'orologio e fu collegata al duomo alla fine del XV
secolo, quando vi furono collocate quattro campane. Viene chiamata Torre di
Matilde per la tradizione che vuole la contessa Matilde di Canossa nata nel
vicino palazzo dei Vicari.

Adiacente alla Cattedrale, dove in passata si trovavano le
sagrestie, è oggi collocato il Museo Diocesano d'Arte Sacra, inaugurato nel
1966.
Nelle cinque sale si trovano circa 100 opere provenienti da varie parrocchie
della Diocesi.

Il palazzo è dal 1622 sede del Vescovado, è stato più volte restaurato nel corso di secoli, inglobando le duecentesche torri del Pallaleoni e dei Capitani del popolo. L'ulima e definitiva sistemazione risale al 1977.

Risalente probabilmente alla seconda metà del XII secolo, fu
sede dei vicari imperiali e vi soggiornarono ripetutamente gli imperatori svevi
Federico Barbarossa, Enrico IV, Ottone IV e Federico II. Con la fine della
potenza sveva il palazzo subì un incendio e furono abbandonati i suoi due piani
storici, oggi interrati.
Dal 1370 fu sede dei vicari fiorentini. Nei suoi interratio erano sistemate le
carceri fino al loro trasferimento in San Martino.
Torre di Federico II (La Rocca)

Sulla sommità del colle, Federico II, tra il 1217 e il 1221,
fece costruire questa torre, simbolo di San Miniato.
Fu adibita anche a luogo di detenzione per prigionieri politici ed è quasi
certo che vi fu rinchiuso Pier delle Vigne . Mantenne la funzione di fortezza
fino al 1530.
Minata e completamente abbattuta dai tedeschi nel 1944, è stata fedelmente
ricostruita nel 1958.
La sua altezza è di circa 37 m.

Situato in via Conti risale alla seconda metà del secolo XV
e fu costruito su commissione di Tommaso Roffia.
All'interno si trovano importanti opere tra cui l'Incoronazione della Vergine
con Santi attribuita al maestro Johnson e la Vergine col Bambino di un discepolo
di Botticelli oltre ad una scultura in legno raffigurante Cristo deposto.
Piazza del Popolo, Convento di San Domenico, Chiesa dei Santi Iacopo e Lucia

La piazza ebbe origine tra la fine del '200 e inizi del '300.
Vi si affacciano oltre alla chiesa dei Santi iacopo e Lucia (San Domenico), la
facciata del palazzo Gucci sul lato Est.
La chiesa dei santi Iacopo e Lucia risale circa al 1100. Nel 1330 fu concesso ai
padri domenicani di ingrandir la chiesa e di edificare un convento. Nel 1520 si
iniziò la costruzione del chiostro terminato nel 1660.

Monastero e Chiesa della Santissima
Annunziata
a San Martino

In prossimità della porta di Faognana fu costruito
intorno al 1300 , nei pressi dell'antica pieve i San Martino, il monastero
agostiniano. Rimasto disabitato in seguito alla peste del 1348, il complesso fu
ristrutturato agli inizi del XVI secolo e infine soppresso nel 1810.
Nel 1856 una parte fu destinata a carcere mandamentale, l'altra divenne
sede del collegio "San Tommaso d'Aquino"
La chiesa ha la facciata in cotto arricchita da un portale e una finestra
settecenteschi.
Attualmente la chiesa è sconsacrata e utilizzata come sala convegni, il
monastero (ex carcere) è stato ristrutturato ed adibito a complesso turistico.

La sua costruzione fu commissionata verso la metà del '500
da Vittorio di Battista Buonaparte a Filippo di Baccio D'Agnolo.Nel secolo XVII
passò in mano ai Morali e nel XIX alla famiglia Formighini. Dal 1953 è passato
alla Cassa di Risparmio che ne ha fatto la sua sede principale.
All'interno si trova una preziosa collezione di opere d'arte di proprietà della
Cassa di Risparmio.

Fu fatto costruire da Ugolino Grifoni che affidò
l'incarico a Giuliano di Baccio d'Agnolo che attuò una vera e propria
rivoluzione urbanistica, demolendo antiche case trecentesche e arretrando il
nuovo edificio rispetto al fronte stradale esistente, creando una piazzetta
antistante la facciata.
L'edificio, smiabbattuto durante la seconda guerra mondiale, ha riacquistato da
lacuni anni l'originario splendore i seguito a ristrutturazione.
Chiesa della Santissima Annunziata

La chiesa, comunemente chiamata la "nunziatina" fu costruita nel 1522 sull'area di un edificio sacro trecentesco, dalla omonima compagnia, che la donò agli Agostiniani Eremitani della Congregazione di Lecceto (Siena). I monaci vi fecero importanti restauri e ampliamenti tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo.

L'edificio risale al 1226. Nel 1785 fu trasformato in
educando femminile. Con l'unità d'Italia il complesso passò sotto il Ministero
della Pubblica Istruzione.
L'edificio in cotto conserva alcune parti originarie, in particolare il
campanile e l'ambiente della ex sagrestia, sul cui portale, in una lunetta
gotica, è inserita una formella marmorea raffigurante la Maddalena (sec. XIV).
Nella Sala del Consiglio sono conservate pregevoli opere d'arte.